{"id":868,"date":"2018-03-16T16:26:35","date_gmt":"2018-03-16T15:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.apa-alessano.com\/?p=868"},"modified":"2018-03-16T16:26:35","modified_gmt":"2018-03-16T15:26:35","slug":"storie-di-alessanesi-allestero-marcello-morciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apa-alessano.com\/?p=868","title":{"rendered":"STORIE DI ALESSANESI ALL\u2019ESTERO: Marcello  Morciano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>STORIE DI ALESSANESI ALL\u2019ESTERO: Marcello Morciano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong><span style=\"font-size: 36pt; color: #ff0000;\">GIORNALE DI PUGLIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/\">Home<\/a>\u00a0\u00bb\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/search\/label\/Attualit%C3%A0\">Attualit\u00e0<\/a>\u00a0,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/search\/label\/Intervista\">Intervista<\/a>\u00a0\u00bb Welfare: &#8220;Cos\u00ec saranno le pensioni del futuro&#8221;. Parla l\u2019economista Marcello Morciano<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/2017\/11\/welfare-cosi-saranno-le-pensioni-del.html\">Welfare: &#8220;Cos\u00ec saranno le pensioni del futuro&#8221;. Parla l\u2019economista Marcello Morciano<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-872 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Marcello-Morciano.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Marcello-Morciano.jpg 640w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Marcello-Morciano-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>di FRANCESCO GRECO.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 NORWICH (Gran Bretagna) &#8211; Pechino, Parigi,\u00a0 Venezia: novello Marco Polo, c\u2019\u00e8 chi gira il mondo per convegni, simposi, dibattiti per spiegare ai decisori politici e ai CEO delle imprese le sfide del XXI secolo dei sistemi di protezione sociale (pensioni e politiche per la non-autosufficienza in primis), al tempo della globalizzazione e progressivo invecchiamento della popolazione, ma anche di ridimensionamento dell\u2019azione pubblica che in tema di lavoro ha formattato diritti elementari e precarizzato il sistema.<br \/>\nDa riforme che inaspriscono considerevolmente i requisiti per il pensionamento (come la famigerata riforma Monti-Fornero, 2011), a timidi e talvolta inefficaci interventi per proteggere i nostri anziani dai costi esorbitanti legati alla disabilit\u00e0, \u00e8 uno storytelling delicato, che appassiona popoli, governi, \u00e8lite economico-finanziarie, economisti, esperti di Welfare.<br \/>\nOltre un miliardo di persone, i cinesi, sono alla ricerca di un sistema adeguato, equo e sostenibile, in un momento di boom economico, di Pil sempre in crescita.<br \/>\nPotrebbe essere quello proposto da un ragazzo italiano esperto di Welfare, pugliese (di Alessano, nel Leccese), che vive in Gran Bretagna, a Norwich: si chiama Marcello Morciano. L\u2019ha illustrato in un seguitissimo brainstorming giorni fa a Pechino, di fronte ai delegati del Ministero delle Finanze Cinese. Torner\u00e0 a gennaio 2018 per spiegare ulteriori integrazioni mentre \u00e8 appena stato a Parigi e a Venezia per discutere di riforme delle politiche per la non-autosufficienza in Europa.<br \/>\nChi \u00e8 Morciano? Laurea con lode in Economia a Modena, dottorato a Bologna, un master e un nuovo dottorato in Inghilterra, 39 anni, sposato, due bambini, Alessandro 5 anni e Jacopo due mesi, figlio di emigranti, Donata (di Montesardo) e Antonio, ha un fratello pi\u00f9 grande, Rocco, importante elemento di sostegno morale alle scelte del fratello minore.<br \/>\nUn genio precoce, si direbbe: quando studiava al Commerciale \u201cGaetano Salvemini\u201d di Alessano, le aziende locali lo chiamavano, lo ingaggiavano, lo pagavano bene. Poi la scelta di iscriversi all\u2019universit\u00e0 extra moenia, grazie a una borsa di studio della regione Emilia Romagna. Da l\u00ec si specializza nello studio dell\u2019impatto delle politiche pubbliche su povert\u00e0 e distribuzione del benessere economico, tra cui un lavoro comparativo sugli effetti della tassazione locale nei comuni di Puglia ed Emilia Romagna. Lavorando al Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche (CAPP) a Modena, si iscrive a un dottorato all\u2019Universit\u00e0 di Bologna dove comincia un percorso che lo porta allo studio degli effetti distributivi del sistema pensionistico e della non-autosufficienza in Italia.<br \/>\nVarie pubblicazioni e collaborazioni con Regioni, Comuni e Ministeri. Vince un premio come miglior ricercatore italiano sui temi pensionistici. Poi una borsa di studio \u2013\u201cbollenti spiriti\u201d- della Regione Puglia gli permette di perfezionare i suoi studi in Inghilterra.<br \/>\nNon ha ancora terminato il master in economia applicata che gi\u00e0 una Universit\u00e0 inglese gli offre un posto da ricercatore universitario, che accetta. Comincia cos\u00ec il suo percorso lavorativo in Inghilterra, lavorando su progetti finanziati dalla Commissione Europea e vari ministeri.<br \/>\nLavora per una commissione per riformare il programma di non-autosufficienza del Regno Unito. Viene persino chiamato nella Camera dei Lord per presentare i suoi risultati. Ha appena avuto un colloquio col Ministero della Salute a Londra, con cui ha parlato dello stato del sistema di cura inglese a favore di anziani disabili.<br \/>\nInsomma, un\u2019eccellenza di Puglia.<\/p>\n<p><strong>DOMANDA: Dottore Morciano, qual \u00e8 il segreto del suo successo?<\/strong><br \/>\nRISPOSTA: \u201cNon credo ci sia una formula magica da imparare e seguire. Nel mio caso \u00e8 stato un mix di curiosit\u00e0, caparbiet\u00e0, sacrificio e fortuna. Sin da piccolo, sono sempre stato interessato a conoscere il perch\u00e8 delle cose e non mi piacevano i grandi che mi dicevano cosa fare senza darmi ulteriori spiegazioni. Ricordo le importanti chiavi di lettura fornite pazientemente da un mio zio in particolare, Tommaso, su legalit\u00e0, giustizia e stato sociale. Ero insomma una pena per alcuni miei parenti perch\u00e8 li interrogavo su tutto, anche temi forse non molto attinenti ai bambini. Forse anche per zittirmi, mi affidavano dei lavoretti manuali da completare: ricordo con piacere nonna Lucia e le domeniche passate a casa sua a fargli dei lavori in giardino e non solo. Io sbagliavo, lei si spazientiva, ma intanto imparavo!<br \/>\nMia mamma e mio fratello mi hanno insegnato che niente nella vita \u00e8 dovuto e devi far sacrifici per ottenere risultati. Mio padre ha dovuto lasciare la sua amata famiglia per lavorare all\u2019estero e consentirci di vivere una vita dignitosa. Quale sacrificio pi\u00f9 grande di abdicare alla tua vita per dare un futuro migliore ai tuoi cari? E mi ripeteva che l\u2019unico modo di sfuggire alla trappola della povert\u00e0 \u00e8 quello di studiare. Cos\u00ec ho capito che quello era il mio compito e provavo piacere a ricompensare la sua abdicazione con i risultati che ottenevo. Poi la fortuna! La fortuna di aver avuto docenti che mi hanno inculcato la \u201ccultura del dubbio\u201d, non fermarsi alle apparenze e andare sempre in fondo alle cose. La fortuna di vivere (o ricercare) contesti dove, nonostante le mille difficolt\u00e0 e ingessature, si premia il merito e non la raccomandazione. La fortuna di aver avuto una famiglia che, nonostante le condizioni di deprivazione in cui viveva, mi ha insegnato a guardare il mondo a testa alta e non cercare soluzioni facili&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><strong>D. Le sue ricerche sugli effetti dei tributi locali su povert\u00e0 e disuguaglianza sono state utilizzate dal Comune di Modena: in che modo?<\/strong><br \/>\nR. \u201cAl CAPP mi insegnarono la necessit\u00e0 di fornire valutazioni di policy basate su evidenze empiriche, utilizzando dati amministrativi e dati raccolti intervistando campioni rappresentativi della popolazione residente. Rimasi affascinato nel constatare che i decisori politici locali formulavano le loro politiche tenendo in seria considerazione i risultati delle analisi commissionate. Se finanziare una data politica pubblica tramite tassazione sulla ricchezza immobiliare (l\u2019allora ICI) o tramite addizionale, come tarare la tassa sui rifiuti etc., erano domande a cui fornivamo risposte mediante complessi modelli che simulavano l\u2019impatto delle diverse ipotesi di riforma sulle famiglie in termini di variazione del loro reddito disponibile, di incidenza della povert\u00e0 e di effetti redistributivi (l\u2019imposta gravava di pi\u00f9 sulle famiglie pi\u00f9 ricche o sui ceti meno abbienti?).<br \/>\nA quel tempo, producemmo anche delle mappe locali di povert\u00e0 per definire piani di zona comunali che identificassero e fornissero soluzioni a situazioni critiche presenti nelle varie circoscrizioni. Tali modelli, ora aggiornati e molto pi\u00f9 rifiniti, credo siano ancora in uso&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><strong>D. Le sue intuizioni riguardano le pensioni sociali, minime, quelle pi\u00f9 diffuse: come mai? Il passaggio al contributivo creer\u00e0 ulteriore povert\u00e0?\u00a0<\/strong><br \/>\nR. \u201cIl nostro sistema pensionistico ha sub\u00ecto un intenso processo di riforma negli ultimi decenni. L\u2019analisi economica ha privilegiato il tema della sostenibilit\u00e0 finanziaria del sistema: l\u2019introduzione del principio contributivo ha innestato nel sistema pensionistico italiano una stretta logica assicurativa, fornendo una pensione molto pi\u00f9 in linea con i contributi versati durante la fase lavorativa.<br \/>\nIl risultato \u00e8 una brusca riduzione dei trattamenti pensionistici e un problema di adeguatezza della futura rata pensionistica, soprattutto per gli attuali giovani, donne, lavoratori part-time o con carriere lavorative discontinue, contratti precari e a bassi redditi. Insomma, per questi c\u2019\u00e8 il serio rischio che dovranno rimanere al lavoro fino a 70 anni per maturare poi una pensione che rischia di essere molto vicino al livello della pensione sociale, il trattamento minimo assicurato a tutti, anche quelli che non hanno versato contributi durante la loro vita.<br \/>\nE\u2019 chiaro, quindi, che il sistema cosi com\u2019\u00e8 oggi, rischia di incentivare (e non disincentivare!) il lavoro sommerso, e di prefigurare una futura societ\u00e0 composta da molti anziani poveri, che ricevono prestazioni assistenziali, la cui copertura potrebbe essere seriamente a rischio.<br \/>\nInoltre, le restrizioni all\u2019accesso alla pensione introdotte dalla legge Monti-Fornero portano a una cesura netta tra chi, abbiente in et\u00e0 lavorativa pu\u00f2 andare in pensione anticipata e chi invece, vivendo una vita di stenti e con periodi di disoccupazione lunghi, vedr\u00e0 solo in et\u00e0 molto avanzata la possibilit\u00e0 di accedere alla pensione di vecchiaia.<br \/>\nSe si tiene in considerazione anche un differenziale di aspettativa di vita (i poveri vivono di meno dei ricchi) ecco allora che il sistema rischia veramente di generare iniquit\u00e0 molto forti\u201d.<\/p>\n<p><strong>D. Perch\u00e9 non si pensa a una riforma per dare contributi figurativi a chi non avrebbe una pensione decente, anche per smontare sul nascere prevedibili, aspri conflitti sociali?\u00a0<\/strong><br \/>\nR. \u201cE\u2019 un\u2019interessante proposta di riforma che trova molti sostenitori. Contributi figurativi di questo tipo sono presenti in molti paesi: il Regno Unito, per esempio, accredita contributi figurativi per maternit\u00e0, disoccupazione e presa in carico di disabili non-autosufficienti. Credo che la ragione principale nel non vedere questo tipo di proposte farsi largo in Italia, non sia tanto legata al \u201cpensare\u201d la riforma ma, piuttosto, a come renderla operativa, in un contesto economico e occupazionale che tarda a riprendersi. Bisognerebbe infatti trovare oggi la copertura finanziaria a un programma di spesa che avr\u00e0 i suoi effetti solo nel medio-lungo periodo.<br \/>\nPurtroppo il ciclo politico (soprattutto in Italia) non coincide con il ciclo economico e progetti di riforma di questo tipo si scontrano forse con la miopia politica che guarda alle prossime elezioni. L\u2019obiettivo della classe politica \u00e8 forse accaparrarsi voti con spesa improduttiva e facili proclami oggi piuttosto che pensare a una riforma strutturata che mira a risolvere i problemi che si manifesteranno con ragionevole certezza nel futuro\u201d.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-870 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China.jpg\" alt=\"\" width=\"715\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China.jpg 4153w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/China-320x180.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Ci spiega cosa ha proposto di preciso ai cinesi?\u00a0<\/strong><br \/>\nR. \u201cLa Cina \u00e8 un paese in forte via di espansione, con alcuni problemi che tentano di risolvere oggi, quando l\u2019economia \u00e8 in grado di assorbire eventuali programmi espansivi di spesa. Sono il secondo paese al mondo in termini di prodotto interno lordo (dopo gli Stati Uniti), ma con una forte sperequazione in termini di distribuzione del reddito: con una quota crescente di extra-ricchi, soprattutto nelle citt\u00e0 (il numero di auto di lusso in megalopoli come Pechino e Shanghai \u00e8 di gran lunga superiore al numero presente sul nostro territorio nazionale), e una gran fetta della popolazione che vive in povert\u00e0, spesso nelle zone rurali, che mendica per strada e non beneficia affatto del boom economico e della globalizzazione.<br \/>\nQuesto gap \u00e8 destinato ad acuirsi nel futuro. I cinesi stanno beneficiando di aumenti dell\u2019aspettativa di vita molto sostenuti e gi\u00e0 vedono il problema di una popolazione di anziani disabili che necessitano di cura, oggi fornita principalmente dai figli in maniera informale. Questo modello crea problemi nella partecipazione al mercato del lavoro dei loro figli. Inoltre, molti giovani cinesi si trasferiscono dalle zone rurali alle citt\u00e0 per trovare lavoro, lasciando uno\/due anziani soli a cui qualcuno deve badare. Insomma, una situazione molto simile a quella italiana di qualche decennio fa, in cui la giovane manodopera del Sud Italia si trasferiva al Nord o all\u2019estero per trovare fortuna.<br \/>\nLa differenza principale \u00e8 che, al momento, il sistema di protezione sociale cinese \u00e8 pressoch\u00e9 \u00a0inesistente, con una copertura pensionistica molto limitata nelle zone rurali e nessuna politica nazionale per la non-autosufficienza. Il loro interesse \u00e8 quello di sviluppare un programma nazionale per gli anziani non-autosufficienti, prendendo spunto dai successi e dagli insuccessi delle politiche intraprese in Europa. Il mio ruolo \u00e8 quello di fare una rassegna delle politiche in atto nei paesi Europei e di trarre lezioni utili per loro\u201d.<\/p>\n<p><strong>D. Il modello che loro hanno in mente \u00e8 quello tedesco: o abbiamo buone chance che sia adottato quello italiano?<\/strong><br \/>\nR. \u201cEsatto, i cinesi sono interessati a implementare un modello di cura di tipo tedesco, con contributi sociali versati durante la fase lavorativa per finanziare un fondo per la non-autosufficienza, da cui attingere quando anziani disabili. Ma guardano con molto l\u2019interesse l\u2019Italia, in particolare all\u2019indennit\u00e0 di accompagnamento, una prestazione monetaria a favore dei disabili in Italia. Ma lo fanno con un interesse molto particolare. L\u2019evidenza aggregata in Italia, infatti, mostra come la spesa per indennit\u00e0 di accompagnamento, che costituisce da sola il 40% circa della spesa per la non autosufficienza, sia cresciuta in maniera molto decisa nell\u2019ultimo decennio, con differenze geografiche molto forti. Inoltre, l\u2019importo dell\u2019indennit\u00e0 in molti casi non copre interamente i costi legati alla non-autosufficienza; in altri, il disabile non \u00e8 propriamente auto-sufficiente (vi ricordate il cieco siciliano sorpreso a guidare la sua vettura?). Insomma, guardano il caso italiano con un occhio critico, consci del fatto che, in fin dei conti, la societ\u00e0 cinese non \u00e8 poi molto differente da quella italiana\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIE DI ALESSANESI ALL\u2019ESTERO: Marcello Morciano \u00a0GIORNALE DI PUGLIA Home\u00a0\u00bb\u00a0Attualit\u00e0\u00a0,\u00a0Intervista\u00a0\u00bb Welfare: &#8220;Cos\u00ec saranno le pensioni del futuro&#8221;. 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