{"id":784,"date":"2018-03-08T22:04:09","date_gmt":"2018-03-08T21:04:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.apa-alessano.com\/?p=784"},"modified":"2018-03-08T22:04:09","modified_gmt":"2018-03-08T21:04:09","slug":"storie-di-alessanesi-allestero-ilenia-torsello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apa-alessano.com\/?p=784","title":{"rendered":"STORIE DI ALESSANESI ALL&#8217;ESTERO: Ilenia Torsello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">STORIE DI ALESSANESI ALL&#8217;ESTERO: Ilenia Torsello<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt; font-family: 'arial black', sans-serif; color: #ff0000;\">\u00a0GIORNALE DI PUGLIA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/\">Home<\/a>\u00a0\u00bb\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/search\/label\/Cultura%20e%20Spettacoli\">Cultura e Spettacoli<\/a>\u00a0,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giornaledipuglia.com\/search\/label\/Intervista\">Intervista<\/a>\u00a0\u00bb 8 marzo: da Alessano al Qatar, inseguendo Brahms e Mozart<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-787 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-8.jpg\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-8.jpg 960w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-8-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-8-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>di FRANCESCO GRECO<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0DOHA (Qatar). \u201cLa musica e\u2019 da sempre stata parte di me, della mia famiglia e i miei antenati\u201d. Per la serie \u201cCervelli in fuga\u201d, oggi, 8 marzo, festa internazionale della donna, raccontiamo la storia di Ilenia, che partendo dal Sud, Alessano (Lecce), il paese del grande direttore d\u2019orchestra Paolo Falcicchio, con un pentagramma e un trolley, sta girando il mondo (oggi vive a Doha, in Qatar), ed \u00e8 felice cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>DOMANDA: Cominciamo dagli inizi?<\/strong><br \/>\nRISPOSTA: \u201cDa bambina cantavo nel coro Cantalessano promosso dall\u2019A.P.A (Associazione Promozione Alessano), ma il vero contatto con uno strumento lo ebbi quando un giorno, vedendo la custodia del sassofono di mio fratello, mi incuriosii e approfittai della sua assenza per provare a suonarlo.<br \/>\nPoche note, alcuni tentativi di intonare una melodia che mio padre Luigi, di orecchio fino, sent\u00ec immediatamente dicendomi: Non sapevo che suonassi il sassofono! Che ne dici se andassimo a fare una lezione di prova alla scuola di musica?\u201d.<br \/>\n<strong>D. Tutta colpa di un sassofono, quindi?<\/strong><br \/>\nR. \u201cDetto, fatto: senza saperlo, quella frase, pronunciata d\u2019istinto, segn\u00f2 per sempre la mia vita. Dopo un No poco convinto da parte mia, mio padre insistette, e da l\u00ec inizi\u00f2 un\u2019avventura che dura tuttora\u201d.<br \/>\n<strong>D. E quindi and\u00f2 a prendere lezioni?<\/strong><br \/>\nR. \u201cIniziai a studiare il clarinetto e a esibirmi nella banda del paese con i miei coetanei. Guadagnai i primi soldini e mi sentivo in qualche modo indipendente e motivata a fare sempre meglio dal momento che la competizione era tanta\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ma gli orizzonti le andavano stretti\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cA 19 anni decisi di iniziare uno studio pi\u00f9 professionale e che potesse darmi un titolo, cos\u00ec con molti sacrifici cominciai a frequentare il Conservatorio Niccol\u00f2 Piccinni di Bari. Ma continuai a vivere al mio paese. Nel frattempo lavoravo come decoratrice presso un negozio di ceramiche\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ma non era soddisfatta, o no?<\/strong><br \/>\nR. \u201cTre anni passarono in fretta e l\u2019insoddisfazione era tale da spingermi a cercare altri orizzonti. Succede a 20 anni quando si hanno tanti sogni e per realizzarli c\u2019\u00e8 la grande citt\u00e0 dove la musica \u00e8 considerata parte fondamentale della vita culturale\u201d.<br \/>\n<strong>D. E quale era il sogno di Ilenia?<\/strong><br \/>\nR. \u201cDa sempre affascinata dal Teatro alla Scala di Milano e dalla Filarmonica, decisi che non ci sarebbe stata citt\u00e0 migliore per soddisfare la mia bramosia di musica.<br \/>\nFui ammessa al Conservatorio di Milano, dove ho avuto una formazione completa sulla musica e il mio strumento e un\u2019immersione totale nel mondo musicale della citt\u00e0. Ricordo ancora il giorno in cui ascoltai il primo concerto al Teatro alla Scala tra ori e zecchini e il suono bellissimo dell\u2019orchestra che riempiva la sala e inevitabilmente vennero gi\u00f9 le prime lacrime di commozione.<br \/>\nVenivo dalla banda di paese e mi ritrovai catapultata in una metropoli e nel Conservatorio pi\u00f9 prestigioso d\u2019italia.<br \/>\nUn impatto forte. Ho cercato di farmi apprezzare ed emergere in questo ambiente molto competitivo. Ero orgogliosa e avevo anche una reputazione da difendere: quella del Sud.<br \/>\nNoi meridionali, si sa, non siamo cos\u00ec ben visti al Nord. Quindi ancora di pi\u00f9 volevo dimostrare il mio valore.<br \/>\nCos\u00ec arrivarono le prime soddisfazioni, i concerti in orchestra, ensembles e poi la laurea. Finalmente un primo traguardo raggiunto! L\u2019emozione fu tanta quando dal palco vidi la mia famiglia l\u00ec per me, a supportarmi in uno dei giorni pi\u00f9 importanti di questo cammino. Ma soprattutto vedere la soddisfazione sul volto di mio padre che da bambina mi ha portato fin l\u00ec fu un\u2019emozione forte\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ma c\u2019erano altri step in vista\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cAncora presa dalla voglia di studiare e migliorarmi, continuai gli studi con la specialistica.<br \/>\nUn giorno, passando per i corridoi del Conservatorio, notai un poster che recitava cos\u00ec: Vuoi venire a studiare in America? L\u2019audizione era indetta per il giorno 23 marzo 2010. Mi sono detta: Perch\u00e9 no? Proviamo! Non ho nulla da perdere\u201d.<br \/>\n<strong>D. Poi cosa accadde, vol\u00f2 verso gli USA?<\/strong><br \/>\nR. \u201cQuel giorno ci presentammo in 20. Tutti cercavano di farsi valere sul palco per essere selezionati. Dopo la mia esibizione eseguita con tranquillit\u00e0 e nervi saldi, restai in attesa dei risultati insieme agli altri candidati.<br \/>\nUn membro della giuria mi si avvicin\u00f2 esclamando: Signorina, prepari le valigie, lei va in America!!!. Cosa? Io? In America?, dissi. Si, lei ha vinto la borsa di studio!\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-788 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia6.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia6.jpg 960w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia6-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia6-768x321.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Chiam\u00f2 subito mamma Ilenia Melcarne, a Alessano, nel negozio di copisteria Microchips?<\/strong><br \/>\nR. \u201cAncora incredula, presi il telefono: Mamma, devo dirti una cosa! In pochi mesi, quella che sembrava una cosa impossibile si trasform\u00f2 in realt\u00e0\u201d.<br \/>\n<strong>D. Da piazzetta S. Pio agli States\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cApprodai a New York nell\u2019agosto 2010 senza conoscere la lingua, avendo solo delle reminiscenze dalle scuole medie, che servirono veramente a poco. Il primo mese fu faticoso per la comunicazione. Quando nessuno capisce la tua lingua, la voglia di imparare diventa vitale!<br \/>\nMi ritrovai in un campus gigantesco dove per spostarsi da una facolt\u00e0 all\u2019altra bisognava usare l\u2019autobus. Un\u2019Universit\u00e0 super organizzata, dove ho avuto modo di fare esperienze musicali incredibili, ma soprattutto di vita.<br \/>\nHo dovuto imparare a cavarmela perch\u00e9 non avevo scelta. Avevo sempre con me il mio piccolo dizionario che all\u2019occorrenza sfogliavo per cercare di comunicare con questo nuovo mondo attorno a me.<br \/>\nE\u2019 difficile fare amicizia con uno straniero, soprattutto se parla poco la lingua locale e non sta agli scherzi.<br \/>\nMi armai di una forza di volont\u00e0 fuori dal comune e ogni sera, dopo giornate di studi, ero l\u00ec al computer a studiare la grammatica e il vocabolario.<br \/>\nNon potevo accettare di essere giudicata in modo errato solo perch\u00e9 non ero in grado di esprimere concetti complessi. Diventai brava, tanto da riuscire a raccontare barzellette in inglese ai miei compagni di scuola.<br \/>\nLa mia coinquilina fu un grande aiuto e supporto perch\u00e9 studiava l\u2019italiano e molte volte mi spiegava gli slang che solo un americano pu\u00f2 capire.<br \/>\nMi ritrovai alla fine del mio periodo di studi in America parlando l\u2019inglese americano e con tanti amici con i quali ho stretto un legame incredibile e sono ancora in contatto tuttora\u201d.<br \/>\n<strong>D. La ragazza che torn\u00f2 in Italia era un\u2019altra?<\/strong><br \/>\nR. \u201cRitornai a Milano con un grosso bagaglio culturale. Quell\u2019esperienza mi aveva cambiata per sempre. Dopo tempo mi ritrovai anche a fare da interprete quando uno dei docenti americani venne a Milano per tenere un seminario. Tutti si meravigliarono nel sentirmi parlare e nel vedere uno dei benefici di quel periodo trascorso all\u2019estero.<br \/>\nRipresi la vita da studente in Conservatorio e dato il successo e i feedback positivi giunti dalla scuola americana, mi proposero di inviare la domanda per frequentare un altro semestre in una delle Universit\u00e0 all\u2019estero convenzionate col Conservatorio\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ancora valigie?<\/strong><br \/>\nR. \u201cTra le preferenze indicai la citt\u00e0 natale di Mozart, uno dei miei compositori preferiti. Sarebbe stato un sogno vivere ed essere ispirati dalla citt\u00e0 del genio salisburghese. Trascorsero pochi mesi e la mia domanda fu accettata. Rifeci le valigie. Stavolta andavo in Austria, molto pi\u00f9 vicino rispetto all\u2019America&#8230;\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ma l\u00ec si parla tedesco\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cConoscevo una lingua in pi\u00f9 rispetto a un anno prima, ma non il tedesco. Cos\u00ec, non appena arrivata, iniziai un corso per imparare almeno le basi. Ma per fortuna c\u2019erano tanti italiani e stranieri che come me parlavano l\u2019inglese. Questo sarebbe stato il mio ultimo periodo da studente, pensavo, e poi avrei concluso la mia laurea specialistica.<br \/>\nStudiavo il programma del mio esame finale e mi divertivo a suonare nei gruppi di musica della scuola. Ho avuto modo di conoscere celebri figure del campo musicale e di farmi ascoltare da loro. Dopo l\u2019esecuzione di un brano con il mio quartetto d\u2019archi durante una lezione con uno dei pi\u00f9 grandi violinisti viventi, ricevetti un complimento che ricordo tuttora: Hai reso la mia giornata memorabile, disse Rainer Schmidt dopo aver ascoltato il quintetto per clarinetto e archi di J. Brahms. E\u2019 un pezzo che adoro e sta particolarmente a cuore a me e al mio docente di clarinetto a Salisburgo che durante il concerto di noi studenti a scuola mi disse: Tu suonerai alla fine, perch\u00e9 dopo Brahms non c\u2019\u00e9 pi\u00f9 niente da dire\u2026\u201d.<br \/>\n<strong>D. Altra partenza?<\/strong><br \/>\nR. \u201cIl giorno era arrivato. Andai a salutarlo, lo trovai nella sua aula, al buio, immerso nell\u2019ascolto della sua musica. Mi abbracci\u00f2 dicendo: Du bist eine grosses musikerin\/ Tu sei una grande musicista.<br \/>\nNon riuscii a contenere le lacrime. Quell\u2019addio \u00e8 stato difficile, quella persona mi aveva dato tanto musicalmente e mai lo avrei dimenticato.<br \/>\nTornai ancora a Milano, dove conclusi la mia laurea specialistica e con essa tutte le positive esperienze degli anni milanesi\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-789 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ilenia1.jpg\" alt=\"\" width=\"832\" height=\"671\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ilenia1.jpg 1173w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ilenia1-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ilenia1-768x619.jpg 768w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ilenia1-1024x826.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 832px) 100vw, 832px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Avvincente come un romanzo, e poi?<\/strong><br \/>\nR. Adesso arrivava la parte difficile, trovare un lavoro. In questi anni da studente avevo svolto diverse mansioni: da cameriera a lavapiatti a operatore di call-center, etc.<br \/>\nMa adesso, con i miei titoli di studio, era difficile trovare qualcuno che mi accettasse per fare un lavoro semplice perch\u00e9 quei titoli pesavano troppo sul mio curriculum\u201d.<br \/>\n<strong>D. Non mi dica che si riscrisse il cv\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cDecisi di toglierli perch\u00e9 mangiare era pi\u00f9 importante e non potevo gravare ancora sui miei genitori. Cos\u00ec trovai un altro lavoro e nel frattempo continuavo a studiare in autonomia per cercare di vincere un posto in orchestra.<br \/>\nDopo un anno trascorso cos\u00ec, decisi di tornare a vivere ad Alessano e concentrare tutte le mie forze nello studio. Dopodich\u00e9 pensai che per avere accesso nella scuola come docente avevo bisogno di un titolo specifico per la didattica. Cos\u00ec feci l\u2019ammissione al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano.<br \/>\nIniziai un altro percorso di studi che si sarebbe concluso dopo 2 anni, ma che dava pi\u00f9 possibilit\u00e0 di lavoro sia in Italia che in Svizzera. Era l\u2019ultimo tentativo, l\u2019ultima carta da giocare. Mi trasferii in Svizzera. Iniziai una formazione eccezionale e mi impegnai al massimo per fare quanti pi\u00f9 esami possibili durante il primo anno, per poi avere pi\u00f9 tempo da dedicare alla tesi l\u2019anno successivo.<br \/>\nQuesto anno molto impegnativo si era quasi concluso, quando decisi che era il caso di trovare un lavoro estivo in Svizzera e almeno guadagnare qualcosa visto i costi altissimi della vita\u201d.<br \/>\n<strong>D. Nella vita si inizia sempre da zero\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cTra un colloquio e l\u2019altro, un giorno notai un post di lavoro che un amico aveva condiviso su Facebook: Cercasi insegnante di strumenti a fiato in Qatar, per info contattare.. etc\u2026<br \/>\nAspetta, cos\u2019\u00e9 che cercano? E dove poi? In Qatar? Dov\u2019\u00e9 il Qatar? Andiamo a vedere sulla mappa, mi sono detta&#8230;\u201d.<br \/>\n<strong>D. Ancora valigie?<\/strong><br \/>\nR. \u201cDopo qualche momento di esitazione, ho pensato che valeva la pena provare. Cercavano la mia figura in una scuola prestigiosa. In passato avevo studiato anche il sassofono e il flauto traverso, e magari avrei potuto superare questa selezione&#8230;\u201d.<br \/>\n<strong>D. Da quelle parti sono pragmatici\u2026<\/strong><br \/>\nR. \u201cInfatti. Inviato il cv, ricevo una loro risposta il giorno stesso. Sono interessati. Intanto mi documentavo sul paese, lo stile di vita, etc. Dopo pochi giorni, arriva l\u2019offerta di lavoro. Prendere o lasciare. Caspita, in Qatar? Ma ci pensi? Come glielo dico a mio padre? In fondo era stato lui ad avermi iniziato alla musica, adesso dovrebbe essere contento, pensavo.<br \/>\nDopo aver fatto le mie considerazioni, accetto la loro offerta e dopo alcuni giorni mi mandano il visto e il biglietto aereo a loro spese&#8221;.<br \/>\n<strong>D. A casa come la presero?<\/strong><br \/>\nR. \u201cUno shock per la mia famiglia che mi vedeva ancora come una ragazzina. Andavo in un paese sconosciuto, arabo, con una cultura diversa dalla nostra.<br \/>\nArrivo in Qatar il 23 agosto 2015. Si apre il portellone dell\u2019aereo, ore 23:00, 43 gradi! E\u2019 stato come aprire un forno! Un caldo indescrivibile, nonostante l\u2019ora notturna. Questo e\u2019 stato il primo shock.<br \/>\nDurante le prime settimane, ho dovuto ambientarmi e fare i conti con i 50 gradi diurni. Forse \u00e8 l\u2019unica cosa alla quale non ci si abitua.<br \/>\nUn altro impatto forte lo si ha con la cultura araba. Si notano da subito persone del luogo che vestono con abiti tradizionali: lunghe tonache bianche per gli uomini (chiamate thobe) e nere per le donne (abaya). Queste ultime sono coperte dalla testa ai piedi e alcune di loro coprono anche interamente il viso indossando un velo molto leggero e le mani con i guanti. Tutto rigorosamente nero.<br \/>\nUn\u2019altra cosa che all\u2019inizio suscita stupore \u00e8 il richiamo del Muezzin che dal minareto invita tutti i fedeli a prendere parte alla preghiera. Risuona 5 volte al giorno a partire dalle prime ore dell\u2019alba. In quel momento tutti i minareti sono sincronizzati e in tutta la citt\u00e0 si diffonde il suono delle loro voci. Un forte effetto. Persino la radio \u00e8 sintonizzata. Soprattutto durante la preghiera del venerd\u00ec (il loro giorno sacro) tutto si ferma. I negozi, ristoranti, centri commerciali, tutti, chiudono per un\u2019ora per permettere a tutti di pregare.<br \/>\nOltre all\u2019impatto della cultura araba, si ha un impatto con tutte le altre. La capitale, Doha, e\u2019 un mix di etnie, culture, modi di vestire e di vivere. Anche l\u2019inglese subisce delle variazioni a seconda dell\u2019interlocutore. Il paese \u00e8 in continua crescita e la migrazione dall\u2019Europa \u00e8 un processo inarrestabile. Nonostante questo, il paese \u00e8 in ordine, controllato e la criminalit\u00e0 \u00e8 pari a zero. S\u00ec pu\u00f2 lasciare tranquillamente l\u2019auto con le chiavi attaccate e qualsiasi altra cosa in vista nell\u2019abitacolo, ma nessuno si permetter\u00e0 di rubare niente. \u00c8 un paese sicuro, dove una donna non ha paura di andare in giro da sola a qualsiasi ora perch\u00e9 sa che non le succeder\u00e0 niente. Le donne sono molto rispettate. In tutti gli uffici c\u2019\u00e8 una sala d\u2019attesa apposita e per qualsiasi cosa le donne hanno la precedenza. Piccoli dettagli che fanno pensare. La comunit\u00e0 italiana \u00e8 una delle pi\u00f9 numerose. Pi\u00f9 di 3000 italiani sono assunti qui dalle migliori aziende di costruzioni, scuole e non solo.<br \/>\nLa mia scuola \u00e8 stata la prima a essere fondata in citt\u00e0 38 anni fa ed \u00e8 in continua espansione. E\u2019 in progetto il nuovo campus che vedr\u00e0 il Doha college, con i suoi 90.000 metri quadri, come la terza scuola pi\u00f9 grande del mondo e io non posso che essere orgogliosa di farne parte.<br \/>\nUn\u2019altra bellissima cosa che accade in Qatar, e mi auguro anche in altri posti, \u00e8 vedere come nella scuola non ci sia distinzione di razza e colore, siamo tutti uguali, ma tutti diversi e insieme celebriamo la bellezza della diversit\u00e0. Io ho 40 studenti che provengono da tutto il mondo (Inghilterra, Spagna, Francia, America, India, Indonesia, Thailandia, Pakistan, Iraq, etc) e dai quali imparo ogni giorno qualcosa di nuovo. Grazie a questo lavoro mi sento finalmente realizzata e ho l\u2019opportunit\u00e0 di tornare spesso in Italia e nella mia amata Alessano\u201d.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-790 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-9.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"739\" srcset=\"https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-9.jpg 720w, https:\/\/www.apa-alessano.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ilenia-9-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIE DI ALESSANESI ALL&#8217;ESTERO: Ilenia Torsello \u00a0GIORNALE DI PUGLIA Home\u00a0\u00bb\u00a0Cultura e Spettacoli\u00a0,\u00a0Intervista\u00a0\u00bb 8 marzo: da Alessano al Qatar, inseguendo Brahms e Mozart di FRANCESCO GRECO \u00a0 \u00a0DOHA (Qatar). \u201cLa musica e\u2019 da sempre stata parte di me, della mia famiglia e i miei antenati\u201d. 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