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Alessano: panorama "Giace sulla scarpa di un appennino che gli fa riparo a Sud-Ovest, in punto che si eleva di 140 metri sul livello del mare, nei gradi 4, 40, 30 di long. orientale, 39,53,32 di latit. boreale. Il clima vi è dolce e salubre; i venti dominanti il Nord e il Sud-Ovest; le acque sotterranee abbondanti, per lo più potabili a breve profondità dalla superficie; le piovane, a prender norma dai dati offerti dal pluviometro locale nel 1878, cadono più frequenti e copiose nei mesi di gennaio, marzo, settembre ed in tutto l'anno sogliono collettivamente raggiungere l'altezza di mm 724,2." Cesare Raho Palazzo Ducale Chiesa SS: Salvatore |
Il territorio
“Alessano, sito a mezzogiorno d Lecce, lontano chilometri 55,400, …giace sulla scarpata di un Appennino che gli fa riparo a Sud-Ovest, in un punto che si eleva di 140 metri sul livello del mare, nei gradi 4, 40, 30 di long. Orientale, 39, 53, 32 di latitudine Boreale. Il clima vi è dolce e salubre; i venti dominanti il Nord e il Sud-Ovest; le acque sotterranee abbondanti, per lo più potabili a breve profondità dalla superficie; le piovane…cadono più frequenti e copiose nei mesi di gennaio, marzo, settembre, novembre e dicembre.”
“L’abitato si prolunga da settentrione a mezzogiorno lenemente proteso
verso levante. L’è netto, quasi tutto selciato, con buona piazza e
strade. Principale fra queste è l’Alessio Comneno che lo taglia per
tutta la sua lunghezza, e avrebbe meritato ben altro nome, perché colui
non fu mica il fondatore del paese ma certo straniero e nemico: con
miglior senno battezzarono le altre, Rao, Storella, Letizia; Buffelli,
nomi di suoi nati e cittadini illustri.” “Il Territorio contermina con quelli di Specchia a nord, di Montesardo al sud, di Tiggiano e Corsano ad est, di Presicce ad ovest: nella sua base geognostica offre svariatamente il calare compatto e l’ippuritico, il tufo, il carpo, il bolo e l’argilla; e nella parte vegetale, meno la contrada di levante della Matine, è uno dei più fertili del contorno. Produce principalmente molto ed ottimo olio di oliva, cereali per l’annona, pochissimi vini, buon tabacco, e gran arte di verdure e camangiari, di cui provvede anche le piazze viciniori. Misura in superficie un’estensione di Ettari 1605,77.”
Arditi Giacomo
( “Corografia fisica e
storica della Provincia di Terra d’Otranto” Lecce – Stabilimento Tipografico Scipione Ammirato 1879 – 1885
Notizie storiche
Alcuni autori sostengono che Alessano fu fondata dai popoli del
fiume Ales presso Reggio, altri dagli abitanti di Alessia in Bretagna.
Il Tasselli invece sostiene che i natali di questa cittadina sono da
attribuire agli “ Epiroti naufragati nei nostri mari mentre vi passavano
con la flotta di Pirro diretta alla difesa dei Tarantini contro i
romani, e che dalla loro città natale Alessia, l’appellarono Alessano.”
Il giurista Toma assegna ad Alessio Comneno il merito di aver
chiamato Alessano, in assonanza con il suo nome, “quell’aggregato di
case e tuguri, ch’ivi esisteva.... L’abbellì difatti e vi fabbricò una
torre la quale esiste e dicesi Rivellino di Alessio.” Giacomo Arditi
confuta questa teoria sostenendo che Alessano esisteva molto prima del
secolo undicesimo in cui visse ed imperò Alessio Comneno.
Ricostruire le origini di questa città è perciò alquanto
difficoltoso. Elementi storici attendibili assicurano che Alessano
esisteva e godeva di una certa notorietà ai tempi dei Normanni e che
durante la dominazione degli Angioni era il capoluogo della contea che
comprendeva i centri abitati di Arigliano, Caprarica, Giuliano, Matino,
Miggiano, Montesardo, Patù, Presicce, Ruggiano, San Dana, Specchia.
Nel 1286 Rodolfo D’Alneto ebbe in dono da Carlo II d’Angiò la contea
di Alessano e sua nipote la contessa Caterina la portò in dote a
Francesco di Diego Della Ratta che sposò nel 1336. Dai Della Ratta la
contea passò nelle mani dei Del Balzo poi ai De Capua ed infine ai
Gonzaga, sotto il cui dominio Alessano raggiunse il massimo splendore.
Aumentarono notevolmente gli abitanti e le attività produttive agricole,
artigianali e commerciali. Anche le arti più nobili come lettere,
filosofia e scienze ebbero il loro periodo più glorioso.
Ettore Brayda, marchese di Lavello, acquistò da Ferrante II di
Gonzaga il contado e nel 1610 lo divise. Alessano insieme a Castrignano,
Giuliano, Arigliano e Patù fu venduto a Fabrizio Guarino, barone di
Acquarica, per la somma di 26.500 ducati. Emilio Guarino figlio di
Fabrizio sposò nel 1616 Maria Paladini dalla quale ebbe tre figlie. La
primogenita Laura, prima duchessa di Alessano, sposò nel 1643 Filiberto
Ayerbo d’Aragona principe di Cassano.
Dopo 194 anni di possesso degli Ayerbo, Giuseppe Maria ultimo duca
di Alessano e principe di Cassano, non avendo avuto figli, lasciò erede
universale la moglie Maria Riario Sforza e alla morte di costei nel 1853
successe la nipote Luisa Riario Sforza che nel 1854 sposò il Duca della
Castellina Antonio Zunica morto nel 1902. Tre anni dopo, venuta a
mancare anche la moglie, il castello e le proprietà furono vendute.
(Da “Agenda Turistica: Alessano 2000”
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